[NOVEMBRE, DICEMBRE, GENNAIO: DI TUTTO UN PO’]

di Mosè Franchi

 

Ci avviciniamo alla fine dell’anno. Lo facciamo con un po’ di concitazione, perché forse vorremmo chiudere in fretta con la recessione, il PIL che cala, quel clima “di crisi” che quasi ci paralizza. Ecco che le immagini si susseguono, tra detto e non detto: in mezzo ai ricordi dello scorso anno, nel quale ci dicevamo le stesse cose, una volta di più.

E allora, sovvertiamo le regole. Metteremo tante notizie perché possano ubriacarci, per cadere poche volte nell’errore della ripetizione; e poi, un po’ di velocità non guasta: per fuggire, magari rincorrendo quella passione che è là, lontana davanti a noi. Mettere molte cose insieme ci metterà di fronte a un tempo compresso ancor più nostro e, per questo, rigenerante. La fine del tunnel è vicina? Non lo sappiamo, ma almeno divertiamoci un po’: per la nostra passione e non solo.

A completamento del tutto, abbiamo aggiunto qualche consiglio per un regalo “fotografico”. Ovviamente per una rubrica quale la nostra vanno bene solo i libri, ma sono sempre graditi: almeno per coloro che hanno la fotografia nel cuore.

 

[28 NOVEMBRE 1946 NASCE DAVID DOUBILET]

Il fotografo subacqueo David Doubilet stima di aver trascorso quasi la metà della vita in mare; questo da quando ha scattato la sua prima fotografia subacquea all'età di dodici anni, con una fotocamera sigillata in un sacchetto. Esplorando le acque del mondo, David ha fotografato in profondità luoghi come il sud-ovest del Pacifico, la Nuova Zelanda, il Canada, il Giappone, la Tasmania, la Scozia, il nord-ovest dell'Atlantico, l'Antartide. Il suo lavoro l’ha portato in ecosistemi d'acqua dolce, come il Delta del Botswana e fiume canadese San Lorenzo. Ha fotografato razze, spugne, e gli squali dormono nei Caraibi. Ha prodotto più di 70 articoli per la rivista National Geographic e diversi libri.

[30 NOVEMBRE 1933, NASCE JEANLOUP SIEFF]

Lisa Gerber, Paris 1979
Lisa Gerber, Paris 1979
Catherine Deneuve
Catherine Deneuve

Jeanloup Sieff (1933 Parigi - 2000) ha iniziato la sua carriera nel 1954. Dopo aver lavorato per la rivista Elle e l'agenzia Magnum, si è trasferito a New York, dal 1961 al 1966. Nel 1966 torna definitivamente a Parigi, e il suo lavoro appare su Vogue, Harper Bazaar, così come in molte altre pubblicazioni. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei e gallerie di tutto il mondo.

Quello che sorprende delle sue immagini è l’eleganza e quel bianco e nero “pulito” che piace sempre. I suoi lavori vivono di un’ambiguità discreta (a volte ironica), che tanto serve a immagini di quel tipo. Non siamo alla “teatralità” di Newton, ci mancherebbe; anche perché generalmente le fotografie del francese si compongono di un singolo soggetto.

Sieff fa molto uso dell’obiettivo grandangolare spinto che conferisce un’impronta unica e inconfondibile al suo stile ironico e mai volgare, restituendo alle modelle delle forme più longilinee. Sieff è stato un importante riferimento per moltissimi fotografi, proprio per la sua visione particolare attraverso il grandangolo.

Attori, politici e artisti hanno posato per lui.

[30 NOVEMBRE 1912, NASCE GORDON PARKS]

Gordon Parks. “Modelle con taglio di capelli alla garçonne”, New York 1949
Gordon Parks. “Modelle con taglio di capelli alla garçonne”, New York 1949

Gordon Parks è un narratore particolare dell'America, unico in grado di comprendere e scavare a fondo dentro i meandri della società, rivelando le ingiustizie e i soprusi, portando alla luce la storia di chi non aveva voce.

Tra i fotografi più importanti del ventesimo secolo, Parks ha raccontato la difficoltà di esser nero in un mondo di bianchi, la segregazione, la povertà, i pregiudizi, ma anche i grandi interpreti del '900, la moda e perfino le grandi personalità della storia, da Mohammed Ali a Martin Luther King.

Gordon Parks. “Grandi magazzini”, Birmingham, Alabama, 1956
Gordon Parks. “Grandi magazzini”, Birmingham, Alabama, 1956

Gordon Parks fece diversi lavori prima di arrivare alla fotografia, anche il pianista e il camriere. Nel 1938 acquistò la sua prima macchina fotografica e si trasferì a Chicago, dove documentò le condizioni di impoverimento e degrado del quartiere South Side. Queste immagini lo portarono nel 1942 a partecipare alla Farm Security Administration, il grande progetto pubblico per documentare l’America e mostrarla agli americani, insieme a Walker Evans, Dorothea Lange, e Carl Mydans.

Dal 1948 al 1972 Parks entrò a far parte dello staff fotografico della rivista Life: fu il primo di colore a essere assunto come fotografo a Life. Documentò moltissimi aspetti della vita nei ghetti e le manifestazioni per i diritti civili, raccontando storie e partecipando quasi personalmente, come un vero attivista, alle cose che fotografava. Nel 1969 Gordon Parks diresse, come regista, in film drammatico The Tree Learning, “Ragazzo la tua pelle scotta”. Anche qui un primato: era il primo “non bianco” a lavorare per la Warner.

Gordon Parks per LIFE, 1952
Gordon Parks per LIFE, 1952

[30 NOVEMBRE 1982, MICHAEL JACKSON PUBBLICA THRILLER]

 

 

 

 

E’ l’album musicale più venduto di tutti i tempi. Celebre fu anche il video che venne girato con l’omonimo titolo. Il regista era John Landis e tutto il corto (si trattava di un film autentico) era pervaso da effetti speciali. Il cantante, a un certo punto, si trasformava in lupo mannaro.

[30 NOVEMBRE 1979, I PINK FLOYD PUBBLICANO THE WALL]

 

 

 

 

 

Anni dopo, dall’album verrà tratto un film: Pink Floyd The Wall, diretto da Alan Parker. Fu presentato per la prima volta a Cannes, il 22 Maggio 1982.

[3 DICEMBRE 1923, NASCE SAUL LEITER]

Ph. Saul Leiter
Ph. Saul Leiter

Saul Leiter è un fotografo e un pittore americano. Si trasferì a New York all’inizio degli anni ’40, con l’idea di diventare pittore. Divenne fotografo, ma la pittura influenzò molto la sua fotografia, come quella successiva. Erano gli anni dell’Espressionismo astratto negli Stati Uniti e nelle immagini di Leiter è ben riconoscibile l’utilizzo di elementi reali (strutture architettoniche, tende di negozi, finestrini di pulman, vetrine e riflessi) usati per dividere, incorniciare, sottolineare, a dare importanza al lato emotivo rispetto a quello oggettivo. Un’altra influenza che gli studi pittorici, in questo caso l’interesse per la pittura giapponese, gli trasmisero è la predilezione per le immagini verticali.

[1938 – 2 GENNAIO, NASCE DAVID BAYLEY]

Ph. David Bayley
Ph. David Bayley

David Bailey è un fotografo che tutti sembrano conoscere, non solo per la sua fotografia, ma anche per le sue scappatelle. E’ nato nel West End e inizio con la fotografia diventando un assistente fotografico per John French e poi sul studio di John Cole. Il suo primo grande lavoro è venuto da Vogue nel 1960.

 

Il Blow Up film (1966) di Michelangelo Antonioni ha tratto ispirazione dal lavoro e le abitudini Fotografo di moda londinese. La pellicola ha stimolato tanti individui ad avvicinarsi alla fotografia.

 

Il suo lavoro è fantastico, particolarmente per quanto attiene la moda porata per le strade. Ha lavorato con alcuni dei migliori attori e musicisti della sua epoca. La sua opera passerà alla storia e il suo nome sembra vivere anche oggi, a più di sessant’anni dal suo primo lavoro.

[LA PRIMA DELLA TERRA INTERA]

Questa è la prima fotografia in cui il nostro pianeta appaia per intero. Fu scattata il 7 dicembre 1972 dall'equipaggio dell'Apollo 17, mentre lasciava l'orbita terrestre in direzione della Luna. Il sole alle spalle della navicella consentiva un'illuminazione perfetta.

[È DI DICEMBRE LA RAGAZZA AFGANA]

 

 

 

La ragazza afghana
 di Steve McCurry

è stata scattata nel dicembre del 1984. Si tratta di uno dei ritratti fotografici più famosi al mondo.
Questo verrà pubblicato sulla copertina di National Geographic nel giugno del 1985. Fu scattato su pellicola Kodachrome, utilizzata per decenni da McCurry come da molti altri professionisti. Nel giugno 2009 la Kodak annunciò che avrebbe ritirato la pellicola dal mercato e chiese a McCurry di esporre le immagini dell’ultimo rullino. Queste saranno donate al George Eastman House Museum di Rochester, New York.

 

[ROSE ROSSE PER MARILYN]

Marilyn Monroe può essere considerata una delle donne più sexy di sempre. Il mistero della sua morte ne ha certamente esaltato la fama. Ebbene, il 14 Gennaio 1954 l’attrice sposerà il campione degli Yankees Joe DiMaggio. Il matrimonio durerà solo un anno, ma dopo il decesso di lei Joe DiMaggio farà recapitare sulla sua tomba un mazzo di rose rosse, tre volte la settimana.

[“GIORNI FELICI” A GENNAIO]

 

Il 15 Gennaio 1974 Sulla TV statunitense debutta la serie Happy Days. Lo stesso giorno, ma nel 2001, su internet vedrà la sua nascita Wikipedia.

[LA PRIMA FOTO DI PROTESTA]

 

Il 20 Gennaio 1801 – Nasce Hippolyte Bayard.

Hippolyte Bayard, 1840
Hippolyte Bayard, 1840

Non solo Daguerre può essere indicato quale padre della fotografia. Anche Hippolyte Bayard aveva raggiunto ottimi risultati, come più volte abbiamo indicato. Sembra però che costui sia stato persuaso da François Arago a posticipare la presentazione della sua scoperta, favorendo in questo modo il procedimento di Louis Daguerre, la dagherrotipia. Bayard rese pubblico il procedimento solo il 24 febbraio del 1840. Per molti fu il suo lavoro d’impiegato governativo al servizio della monarchia a metterlo in cattiva luce nei confronti di Arago, a capo dell'opposizione repubblicana. Bayard reagì a questa situazione realizzando un autoritratto nella postura di un annegato suicida, allegando anche una lettera a suffragio.

Era stata prodotta la prima foto di protesta della storia.

[A GENNAIO LA PRIMA DEL BASKET]

James Naismith con la palla e il canestro
James Naismith con la palla e il canestro

 

 

Il 20 Gennaio 1892 a Springfield, in Massachussets, viene disputata la prima partita ufficiale di pallacanestro, gioco ufficializzato il 15 dicembre 1891. L’inventore del basket (nome americanizzato dello sport) era stato James Naismith, medico e insegnate di educazione fisica.

[UNA EOS 5D MARK II PER BARACK OBAMA]

 

 

 

 

E’ il 20 Gennaio 2009. Barack Obama s’insedia per la prima volta alla Casa Bianca. Pete Souza, il fotografo della Casa Bianca, ritrae il neo presidente con una EOS 5D Mark II. Si tratta della prima fotografia ufficiale di un Presidente degli USA ottenuta con una fotocamera digitale.

[IL PRIMO MAC]

Il 24 Gennaio 1984 viene messo in vendita il primo Mac. Di grande interesse iconografico è lo spot che ha accompagnato il lancio commerciale del prodotto, peraltro messo in onda durante Super Bowl del 22 gennaio del 1984 (momento di grandissima share negli USA). Una fuori campo alla fine del corto dice: “Il 24 Gennaio 1984 la Apple Computer lancerà Macintosh e capirete perché il 1984 non sarà come “1984”. Il riferimento col capolavoro di Orwell è evidente (1984, appunto). Da rimarcare è l’autorialità del “corto”. Il regista dello spot è Ridley Scott, lo stesso che, nella lunga carriera, ci ha restituito capolavori come: Alien (1979), Blade Runner (1982), Black Rain Pioggia sporca (1989), Thelma & Louise (1991), Soldato Jane (1997), Il gladiatore (Gladiator) (2000), Un'ottima annata (A Good Year) (2006).

[FINE GENNAIO DA COSTRUIRE E INCOLLARE]

Per finire, due curiosità: il 28 Gennaio 1958 vengono presentati per la prima volta i mattoncini della Lego; il 31 Gennaio 1930 la 3M inizia la commercializzazione dello Scotch. A proposito, sembra che il nome di quest’ultimo sia stato suggerito da un venditore di nastro adesivo, stressato da un Cliente che giudicava tirchia l’azienda che rappresentava. Tirchia voleva dire scozzese, appunto: l’azienda fece di necessità virtù.

Ricordi d’infanzia e di un uso massiccio. Quante fotografie abbiamo incollato con lo Scotch? Facciamolo ancora!

 

[UN’IDEA REGALO]

 

[CONTATTI. PROVINI D’AUTORE]

 

Un regalo per un vero appassionato

Mostrare la scelta della foto migliore attraverso l'uso del provino a contatto: questo è lo scopo del libro, completato da tutte le curiosità e i retroscena riguardanti scatti ormai iconici. Riconosceremo scenari quali quelli di Piazza Tienanmen, del conflitto in Afghanistan, della Cecenia o dello tsunami giapponese; in più personaggi come John Lennon, Ronald Reagan e Barack Obama. Gli autori? Tanti (sessanta), tutti del calibro di Albert Watson, Mark Cohen, Gianni Berengo Gardin; si potrà verificare come hanno scelto le loro immagini, ma soprattutto (per via dei provini) l’approccio al soggetto messo in atto da ciascuno.

 

CONTATTI - PROVINI D'AUTORE

di Giammaria De Gasperis

Edizioni Postcard

 

[GENESIS] 

Un regalo per chi ama la propria biblioteca fotografica

La natura e l’uomo: questo è il tema dell’ultimo capolavoro di Salgado; un viaggio “dentro” la terra, dove questa diventa madre e placenta: perché incontaminata. In Genesis, la mia fotocamera ha permesso alla natura di parlare; e io ho avuto il privilegio di ascoltare”. Così ha detto Sebastião Salgado alla fine del suo lavoro.

Il suo amore per il pianeta parte da lontano, sin dall’infanzia. Cresce infatti in un villaggio privo dei segni della civiltà, ma anche lontano dalle chimere delle condizioni socio economiche evolute. Da qui il rispetto per la natura, quella che l’ha accolto e nutrito.

Genesis è il risultato di una spedizione durata otto anni, alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni finora sottratti al contatto con la società civile: una terra e una vita incontaminate.

Il libro è in Bianco e Nero, e la memoria va subito a un grande del passato: Ansel Adams. In realtà le monocromie di Sebastião vanno oltre, magari in un'altra direzione. E’ una questione di luce, che fa assumere alle immagini un significato quasi pittorico.  Non a caso, Wim Wenders sta girando un documentario sul fotografo brasiliano, dal titolo “L’Ombra e la Luce”.

Tornando al libro, comunque, ciò che esalta è il progetto, la mole di lavoro. Sotto questo profilo l’opera è unica: quasi una dichiarazione d’amore per la Terra.

 

Genesis

Sebastião Salgado

Ed. Taschen

SCENE DA UN MATRIMONIO

 

Un regalo per chi si deve sposare

Spesso si parla di come la fotografia di matrimonio rappresenti un genere sottovalutato. E’ veramente così? Probabile, ma il suffragio, per gli sposati, viene dalle tante immagini ormai “rosate” (o dalla dominante magenta, se preferite) che compongono l’album dedicato. Se poi aggiungiamo quel filmino girato in diretta dall’amico (senza montaggio), ne viene fuori un panorama tra il comico e lo stereotipato: immagini consuete, pose stereotipate; con in più bacio, riso, torta e via dicendo.

Carlo Carletti, con l’editore Marsilio, lancia una sfida non da poco: anche la fotografia di cerimonia può (e deve) avere una sua autorialità. A lui è consentito dirlo, è vero; non a caso è stato per due volte nominato "Fotografo dell'Anno" dall'americana WPJA (Wedding Photojournalist Association). “Il Carletti” (è toscano) va comunque conosciuto fotograficamente, così ci si accorgerebbe come sia il suo formalismo a vincere, quel senso del racconto tanto caro agli umanisti francesi o, ancora di più, agli italiani del neorealismo (Berengo in testa). Riconosciamo uno sguardo allargato alle sue opere, con i soggetti nel “punctum” e tanta complessità attorno: gestita, coerente, coinvolta; con alle volte un pizzico di ironia.

E il libro allora? A questo punto solo una conseguenza, logica per giunta; quasi ci aspettiamo una mostra a riguardo. Il matrimonio? Un evento importante (ci mancherebbe), ma per Carletti un teatro dove si dipana una storia. Non è poco, anzi.

 

Carlo Carletti. Fotografo di matrimoni

Curato da Denis Curti

Marsilio Editore

Novembre 2013

 

 

 

a presto,

Mosè Franchi