[OTTOBRE: NOBEL & FOTOGRAFIA] 

di Mosè Franchi

 

Storia compressa, come sempre: con le date che si avvicinano tra loro, in maniera paradossa. Parlare di Ottobre significa inoltrarsi nei Premi Nobel, tutti illustri peraltro. Il 14 Ottobre ecco il primo, si tratta di quello per la pace attribuito a Martin Luther King (1964). All’epoca Martin aveva soli 35 anni ed è stato il più giovane ad ottenere tale riconoscimento.

Il 15 Ottobre ne abbiamo due (Nelson Mandela – 1993 - e Mikhail Gorbaciov – 1990 -), entrambi per la pace; per lo stesso motivo, eccone un altro il 17 del mese, quello di Madre Teresa di Calcutta (1979).

 

 

Fotografia di Ernest C. Whiters
Fotografia di Ernest C. Whiters

Fotografo o spia?

 

E’ una triste storia, quella di Ernest C. Whiters (l’autore dell’immagine sopra). Lui è il fotografo che seguì Martin in tutti i suoi spostamenti, forse anche troppo. Alcuni documenti lo descrivono come una spia. Whiters aveva l’abilità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto: come per esempio nella stanza 306 del Lorraine Hotel il giorno in cui venne assassinato Martin Luther King. In pratica, Ernest avrebbe collaborato per alcuni anni con le forze dell’ordine, fornendo dettagli sulla preparazione delle marce, sulla vita personale dei leader del movimento, sui loro spostamenti.

Ernest C. Whiters è morto nel 2007, all’età di 85 anni. Lascia un patrimonio enorme di immagini del leader politico, con il quale si sarebbe voluto allestire un museo. Sarà così? Le luci sono tante, ma anche le ombre.

 

Un po’ di tecnologia

 

Il 16 Ottobre 1985 Intel lancia il processore 80386. Ci siamo passati un po’ tutti, pareva di andare veloci. Il Cloud era ancora là da venire.

 

Habemus Papam

 

 

Il 16 Ottobre 1978 fumata bianca in Piazza San Pietro. Karol Wojtyla viene eletto al soglio pontificio (per la prima volta da più di 400 anni un papa straniero saliva al trono di Pietro). Si tratterà di un pontificato importante, uno di quelli che cambierà la storia e il volto del mondo. L’immagine che proponiamo è di Giansanti, che del Papa polacco ha ripercorso la storia, in 25 anni di lavoro.

Siamo nel 1978, abbiamo detto: un anno buio, con la strage di via Fani e il rapimento dell’onorevole Moro a condizionarne gli umori. Gianni Giansanti sarà il fotografo che per primo immortalerà il corpo del senatore nel portabagagli della R4 rossa. 

 

Il realismo di Paul Strand

 

Il 16 Ottobre 1890 nasce Paul Strand. Il fotografo incarna in tutto e per tutto il realismo della fotografia.

Paul nasce in una New York di fine Ottocento, da una famiglia borghese. Fin da ragazzo l'orientamento dello studio è indirizzato all'arte e la letteratura, ma sceglierà di fare il mestiere di fotografo che soltanto in una parte dell’esistenza tralascerà per impegnarsi nell’esperienza di regista.

Come spesso nella vita di un uomo, anche per Paul saranno gli incontri a condizionarne il destino. Tra questi quello con Alfred Stieglitz, che gli permetterà di farsi conoscere da un pubblico più ampio.  Strand sarà anche in grado di farsi apprezzare dalla storica rivista Camera Works, con la quale inizierà a collaborare.

Ma 
Steiglitz era maestro e promotore e influenzerà con vigore una corrente importante della fotografia americana, quella che porta i nomi di Ansel Adams, Minor White, E. Steichen, E. Weston, Berenice Abbott e molti altri.
 Paul Strand s’integrerà a fondo in questa scuola di fotografia d’oltreoceano.

 

Fotografia di Paul Strand
Fotografia di Paul Strand
La famiglia Lusetti. Da “Un Paese”, di Paul Strand
La famiglia Lusetti. Da “Un Paese”, di Paul Strand

Il secondo incontro di particolare rilevanza nel cammino artistico di Strand avviene in Italia. In un convegno a Perugia conosce Cesare Zavattini con il quale nascerà l’occasione per pubblicare il libro “Un paese”, dedicato a Luzzara (agglomerato urbano che diede appunto i natali al regista di casa nostra).
Il volume offre al fotografo la possibilità di raccontare la bellezza e l'emotività di un’Italia contadina del dopoguerra, entrando con l’obbiettivo nella spontaneità e nell’ umiltà dei villaggi, accostando volti ed espressioni al legame con la terra. I testi del libro saranno dello stesso Zavattini.

Su Paul si potrebbero scrivere fiumi di parole, per una fotografia (la sua) definita spesso come "diretta", perché composta di situazioni reali: forse tradotte con troppa rigidezza, ma che si sviluppano in un racconto infinito.

 

“Un Paese”, vent’anni dopo

 

 

Cesare Zavattini ripropose il proprio paese ad un altro fotografo, questa volta italiano. Si tratta di Gianni Berendo Gardin. Ne nacque il volume: Un Paese, vent’anno dopo. Come definire la scelta? Una sfida del fotografo di casa nostra? Una ripetizione? Domande banali, entrambe. Diciamo che il racconto viene ripreso: forse in maniera meno lirica e con un occhio più crudo ed intenso. A noi piace pensare che, per una volta, la fotografia di casa nostra sia stata in grado si stringere la mano a quella “imponente” d’oltre oceano. Al Berengo nazionale il merito (grande) di tutto questo.

 

August e Louis Lumiére
August e Louis Lumiére

 

L’August del Cinema

 

Il 18 Ottobre 1862 nasce August Lumiére. La volta scorsa abbiamo celebrato il fratello e qui abbiamo poco di dire. Il cinema deve molto a entrambi, ma anche la fotografia. A loro si deve il brevetto di una pellicola a colori, derivata dalla fecola di patate. Altri tempi.

 

 

L’autore del “Miliziano”

 

Sempre in Ottobre, ma il 22 del 1913, nasce Robert Capa. L’autore è stato dibattuto più volte, soprattutto per quanto attiene alla foto del Miliziano ucciso. Ricordate: vera la foto? Falsa? Costruita? Poco male. Qui ci piace ricordare la figura di Robert quale quella di un valente fotografo, amante della vita e delle belle donne (epica la sua relazione con Ingrid Bergman). Un altro merito? E’ uno dei fondatori di Magnum, e qui ci possiamo fermare.

 

Ricordiamo solo che l’immagine del miliziano ucciso è stata classificata, dall’editore Taschen, come una delle 50 immagini più importanti del secolo scorso.

 

La grande depressione

 

La storia tende a ripetersi. Non siamo noi a dirlo, ma molti a teorizzarlo. Il 24 Ottobre 1929 crolla la borsa di Wall Street. Inizierà la grande depressione.

 

La scoperta dell’America

 

28 Ottobre 1492: una data indimenticabile. Molte volte ce la siamo sentita chiedere a scuola, assieme ai Re di Roma o alla Rivoluzione Francese. Era domenica e Cristoforo Colombo sbarca a Cuba. Nel diario di bordo scriverà: "Es la isla mas hermosa que ojos humanos hayan visto".

 

Helmut Newton – Ornella Muti -  Como, 1986
Helmut Newton – Ornella Muti - Como, 1986

31 Ottobre 1920: nasce Helmut Newton

 

Chiudiamo col botto. Il 31 Ottobre ricorre il compleanno di Helmut Newton. Chi scrive ha molte sue pubblicazioni ed è gli è stato vicino spesso tra mostre e riviste. Il fotografo preferito? Risposta difficile. Diciamo piuttosto che la fotografia di Helmut è un mondo tutto da indagare, dove all’ambiguità si affianca un’immagine sofisticata e geniale. Ecco, sì: troppo facile dire che il nostro sia il migliore; un po’ come affibbiare la palma del “primo” a Mozart (musica), Leopardi (poesia), Shakespeare (teatro). Per avvicinarsi a certi personaggi occorre compiere un percorso che si addentri nel linguaggio. Nel caso di Newton, poi, è necessario abbandonare tutti i pruriti: civettuoli o moralistici che siano. Dietro agli scatti del maestro c’è tanta maestria, tutta da imparare.

 

Considerato uno dei maestri del Novecento, Helmut Newton ci ha restituito molteplici scatti del corpo femminile, tra ricerca fotografica ed erotismo sofisticato, ambiguo e talvolta estremo. Lui è stato un cultore del corpo, da cui è derivato un legame profondo con il mondo della moda. Per questo lo abbiamo trovato sulle testate più importanti: da Vogue a Harper’s Bazaar, da Elle a Vanity Fair, da Max a Marie Claire.

Agli anni Ottanta risale “Big Nudes”, apice della sua ricerca erotica, sostenuta da un’eccellente tecnica fotografica.

 

Newton lavora ossessivamente con il bianco e il nero ed è nel gioco dei grigi che si delineano le forme, inserite nei contesti più disparati, ma altamente evocativi: semplici fondali, contesti urbani o interni di eleganti case alto borghesi.

 

Per Newton la tecnica fotografica è importante, ma anche il corpo di donna e la sua contestualizzazione. Lui ricorre un po’ a tutto: accessori, corsetti, addirittura a attrezzature ortopediche: questo per enfatizzare la femminilità e la carica erotica delle sue modelle. L’attrazione di chi guarda è al massimo: per un fetish che diventa culto, o anche provocazione.

 

Helmut Newton morirà sulla sua Cadillac, poco dopo aver lasciato un albergo di Hollywood, all’età di 83 anni.

 

Una sua frase celebre è: “Per me il massimo è stato Margaret Thatcher: che cosa c'è di più sexy del potere?”.